Spilimbergo è comunemente conosciuta come la Città del Mosaico in quanto qui opera la Scuola Mosaicisti del Friuli, nata ufficialmente nel gennaio del 1922, erede dell’antica tradizione musiva romana e bizantina e perciò aquileiese e veneziana. Spilimbergo è oggi la capitale del mosaico decorativo, pavimentale o parietale, come stanno a dimostrare le imponenti e preziose opere uscite dalla Scuola e dai laboratori cittadini, opere che abbelliscono aeroporti, università, regge, residenze pubbliche e private, palestre, stadi, cattedrali, moschee e monasteri in ogni angolo del mondo. Presso la Scuola, sotto la guida di insegnanti esperti e qualificatissimi, vengono eseguiti lavori di ogni tipo, su bozzetti di alcuni tra i più illustri artisti contemporanei.

La piazza Duomo era il centro delle attività amministrative ed economiche. Qui tenevano banco i mercanti che arrivavano dalle città vicine risalendo il guado del Tagliamento (da vedere la Chiesetta dell’Ancona, un tempo meta di pellegrinaggi).
In questa bella piazza si svolgevano le trattative, si eseguivano i controlli sulle merci e si pagavano le gabelle. Restano a testimoniarlo il duecentesco Palazzo del Daziario, sede dei magistrati, e il Palazzo della Loggia (XIV secolo), dove venivano immagazzinate le merci ed effettuati controlli. Su una colonna del portico è tuttora incisa la Macia, l’antica unità di misura di lunghezza, che serviva per controllare la regolarità delle compravendite.
Come conseguenza dello sviluppo commerciale, nel '300 il piccolo abitato crebbe a dismisura, tanto che furono erette tre successive cinte murarie.
La Torre Orientale (1304) faceva parte della prima cerchia. Tra i palazzi si può ammirare la Casa Dipinta, affrescata nel XVI secolo con scene della vita di Ercole. Superata la torre, si aprono il Borgo di Mezzo e il Borgo Nuovo, tagliati a metà dal Corso Roma, asse portante della città storica. Lungo questa via le famiglie arricchite edificarono tra il '500 e il '700 i loro palazzi, in particolare il Palazzo Monaco (XVI secolo).
Ai margini dei borghi principali, il borgo popolano della Valbruna e il Broiluccio (ora piazza Borgolucido), con i suoi caratteristici edifici, un tempo spiazzo aperto destinato alle riunioni dell’Assemblea popolare.
Di particolare interesse storico e artistico la chiesa di San Giuseppe e Pantaleone (detta dei Frati, XIV secolo) dove è conservato il prezioso Coro Ligneo realizzato nel 1475 dall’intagliatore vicentino Marco Cozzi, e la Chiesa di San Giovanni (XIV secolo), sede della confraternita dei Battuti.