Lo scautismo a Spilimbergo nasce nel 1923, grazie ad alcuni ragazzi che, entrati in contatto con questa esperienza attraverso il giornalino “I tre boy-scout”, danno il via alla nuova grande avventura. Nel 1925, Balilla Fratini, uno di questi ragazzi, è nominato Commissario e Capo Riparto. Un grande impulso allo sviluppo viene dal parroco don Giovanni Colin (più tardi condannato dal Tribunale Speciale Fascista). Nel 1927 a seguito del Decreto del Governo Fascista il Riparto, forte di oltre sessanta scouts, è costretto a sciogliersi, ma alcuni di quegli scouts fondano una squadra di calcio pur di continuare a incontrarsi.

Immediatamente dopo la Liberazione, si riprendono i contatti per la riapertura del Riparto che avviene nel febbraio 1946. Nel 1949 il Gruppo Scout è costituito dal riparto “don Giovanni Colin” e dal Branco “del Burrone”. Il Clan inizia la sua attività nel 1951. In quegli anni le squadriglie spilimberghesi conquistano per ben tre il gonfalone di San Marco alle gare regionali delle Tre Venezie e nel 1965 la squadriglia Rondini vince le gare regionali del Friuli-Venezia Giulia.

Nel 1964 inizia la sua attività a Spilimbergo anche l’AGI (Associazione Guide Italiane), anche se poi la interrompe nel 1972.

Con la fusione tra ASCI (Associazione Scout Cattolici Italiani) e AGI, nel 1974 nasce l’AGESCI; sono anni di sviluppo, soprattutto della branca R/S, e di crescita delle disponibilità di capi.

Nel 1976 il terremoto segna un’esperienza fondamentale per lo scoutismo friulano e anche spilimberghese; gli scouts sono attivi nella fase dell’emergenza e successivamente nell’animazione delle tendopoli e Spilimbergo è sede della Centrale Operativa AGESCI per la destra Tagliamento.

Gli anni successivi sono gli anni dell’ingresso delle bambine e delle ragazze in Branco e Reparto e della crescita numerica del Gruppo, fino ad arrivare, nel 1996, all’apertura del Gruppo Spilimbergo 2.

Oggi i Gruppi Spilimbergo 1 e Spilimbergo 2 raccolgono circa 175 scout tra ragazzi e Capi.