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Il Parco Scout di Spilimbergo - Il Progetto |
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Premessa delle Comunità Capi
Fino agli anni ´70 gli scout sono stati, nel nostro paese, i portatori di un modo originale e "controcorrente" di vivere la natura. Da allora è venuta lentamente maturando una coscienza ambientalista e, più in generale una concezione positiva della natura, un´esigenza di recuperare un equilibrio con la dimensione ambientale in termini di sviluppo compatibile, ma anche di gusto di vivere esperienze di incontro fisico con l´ambiente naturale.
La cultura ecologista ha avuto uno sbocco anche sotto il profilo commerciale e delle "mode" con quella che si può chiamare l´esplosione del trekking (le nostre route).
Allo scoutismo Spilimberghese si apre una nuova possibilità: quella di riappropriarsi dell´esperienza di incontro con la natura.
E´ nell´ambiente e attraverso l´ambiente che si impara a gestire e a regolare responsabilmente, sia come individui che come comunità, le interazioni e i rapporti che in esso hanno luogo. In una parola ci si forma. La scelta di Baden-Powell propone qualcosa di specifico, la forza del suo metodo si basa sulla scelta di questo ambiente, che è senza ombra di dubbio la natura.
La natura come strumento pedagogico, come palestra e luogo di sperimentazione di abilità, di sentimenti, di conoscenze, di relazioni, che occorre saper riportare nell´ambente quotidiano di vita, ma anche come occasione di arricchimento interiore e di sviluppo spirituale ed estetico.
É vitale quindi ripensare il rapporto forma /contenuto e mezzo /fine del nostro vivere la natura.
Trovarsi in bosco d´autunno significa per un giovane la possibilità di scoprire con pienezza la propria corporeità. Forse sottovalutiamo la novità che per molti ragazzi costituisce una esperienza apparentemente banale come questa e non le diamo valore. Pensare ad uno scoutismo celebrale o da salotto vuol dire snaturarlo. Triste situazione quando si consumano più fondi di pantaloni sulle seggiole che suole di scarpe. Però triste anche la situazione quando l´esperienza del fare non è associata alla consapevolezza del pensare. Quante occasioni sprecate quando, ad esempio, la strada diventa un prezzo da pagare, un semplice "spostamento" da un luogo ad un altro o si propone un´attività natura come riempitivo del programma dell´uscita o come debito verso una tradizione di reparto. Sottovalutiamo sistematicamente il valore che può avere, in un contesto che vive di artificiale e virtuale, lo sporcarsi le mani di fango, sentire l´odore della pioggia, trovare una sorgente d´acqua quando si ha davvero sete o anche scorticarsi un ginocchio o darsi una martellata sul pollice. L´incontro con la natura può rappresentare un´occasione straordinaria per comprendere la dimensione delle regole e della connessione tra le regole. Nelle nostre città è sempre più facile constatare la perdita di un ordine simbolico e di punto di riferimento, esperienza questa che induce a rinunciare anche alla stessa ricerca di regole e di senso. l´incontro con la natura è una grande occasione: significa sviluppare l´osservazione e la comprensione dei meccanismi che ne regolano il ritmo, stimolare l´intuizione, l´osservazione, la ricerca, l´induzione, la scoperta dei principi. Tutte attitudini di primaria importanza nella formazione dei giovani e che sacrifichiamo, dando unicamente spazio ad alcune attività un po´ pedanti di studio della natura e non forzando invece un atteggiamento di attenzione costante a ciò che ci circonda. L´educazione all´ambiente è un tema emergente che ci vede coinvolti in prima persona ma, a volte, non riusciamo ad andare oltre a qualche parola o a poche attività che spesso non ci aiutano a cogliere tutto quello che di meraviglioso c´è in questo grosso contenitore che si chiama "ambiente". Per approfondire questo tema e cercare di trovare modalità nuove per calarlo nelle nostre attività è importante confrontarci portando ognuno le proprie esperienze per cercare di creare un patrimonio comune a disposizione di tutti. Lo "scouting" (vivere all´aria aperta in ambiente naturale) è condizione essenziale perché si possa parlare di scoutismo . B.P. , scrivendo ai capi, dice che la natura è, accanto alla Sacra Scrittura, il secondo grande libro che è stato donato da Dio ad ogni uomo, perché, imparando a conoscerlo , sappia scoprire Lui, che ne è autore provvidenziale. |
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